Il trauma come opportunità

Il mondo intero sta attraversando quello che può essere definito un trauma collettivo. Un punto di rottura, tra un prima e un dopo, che può diventare una grande opportunità di cambiamento

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Il trauma come opportunità

Il mondo intero sta attraversando quello che può essere definito un trauma collettivo. Un punto di rottura, tra un prima e un dopo.

Trovo utile fornire un modello semplice e intuibile che possa profilare l’evoluzione delle varie fasi di elaborazione. Una maggiore consapevolezza di quanto passato e di quello che ci aspetta può darci degli strumenti concreti per vivere questo tempo di quarantena come una grande opportunità di cambiamento

  1. LO SHOCK : Una scarica di adrenalina pervade tutto il corpo, questo impedisce di valutare realisticamente gli eventi, si sperimenta uno stato di iperattivazione sia fisica che cognitiva caratterizzata però da una certa disorganizzazione del pensiero. Aumento lo stato di tensione.

  2. LA NEGAZIONE : L’adrenalina mantiene alto lo stato di attivazione, si nota però l’instaurarsi di una ambivalenza emotiva, pensieri ansiosi si insinuano con una certa frequenza ma vengono soppressi. L’umore se pur labile presenta picchi di entusiasmo in cui vengono pianificate migliaia di cose. Aumenta la progettualità circa quanto si potrà fare e svolgere durante il periodo di quarantena.

  3. LA RABBIA: Forse l’isolamento non è così bello. Aumenta lo stato di tensione ancora mediato dall’adrenalina. Incominciano sentimenti di insofferenza verso le misure adottate. La convivenza forzata oppure, l’assenza di contatti sociali e il cambiamento delle abitudini induce ingravescenti stati di frustrazione. Aumento massiccio del consumo mediatico e frequenti scatti di ira e frustrazione.

  4. PAURA E DEPRESSIONE : la rabbia sostenuta e l’adrenalina provocano una fisiologica debilitazione psico fisica. Calano il tono dell’umore e l’energia. La produttività si arresta, come la motivazione. Fatica ad organizzarsi, difficoltà a mantenere una routine. Aumenta la frustrazione, i comportamenti disadattivi e le difficoltà nel sonno e nel mantenere adeguati ritmi. Si instaura una visione negativa di se stessi, degli altri e del mondo.

  5. TRISTEZZA: lo sconforto lascia il posto alla tristezza. Il pensiero si modifica riacquisendo una maggiore attinenza alla realtà. Si piangono gli scopi irrimediabilmente perduti ma senza crogiolarsi in una negatività senza fondo.

  6. ACCETTAZIONE : quel che è stato è stato, quel che è, è. I livelli di energia iniziano nuovamente ad assestarsi. La tristezza non viene più combattuta. Non si ha più voglia di combattere contro i mulini a vento e nemmeno di piangere sul latte versato. La consapevolezza della situazione promuove una maggiore consapevolezza di se se stessi.

  7. PERDONO : fase fondamentale. Si avvia il processo di perdonare in primis se stessi per eventuali mancanze, per aver sottovalutato la situazione, per essersi arrabbiati, per non essere riusciti a fare tutto al meglio, per essere stati depressi. Ci si perdona per aver attraversato tutte le fasi precedenti comprendendo che sono fisiologiche. Si estende poi il perdono verso gli altri nella consapevolezza che hanno probabilmente vissuto, in modi diversi, le stesse fasi.

  8. RICERCA DI SIGNIFICATO : L’alleggerirsi dei pensieri negativi permette l’esplorazione e la rivalutazione in chiave personale di eventi globali. La vita precedente può essere rivista, rivalutata ed eventualmente sigillata per far posto ad una quasi completamente nuova. Nuove prospettive e passioni possono farsi strada ed essere integrate.

  9. SERENITA’ E PACE RITROVATA : concreta possibilità di sperimentare uno stato di serenità e pace superiore rispetto al livello di partenza.

E tu, in quale fase sei? Dovessi constatare di sentirti bloccata ad una fase precedente alla 6 per un lungo periodo non esitare a ricercare un sostegno mirato che possa aiutarti ad attraversare le varie fasi.